Vai al contenuto

Logo UniGe

ALSP
 

Gruppo di lavoro Archivivo Catalogo libri e tesi Attività culturali Condividi il tuo archivio Segnalazioni bibliografiche e Recensioni
CATALOGO UNITÀ ARCHIVISTICHE Ultime acquisizioni

davide_montino


Dopo una lunga malattia, il 6 dicembre 2010 Davide Montino ci ha lasciati, all’età di 37 anni: studioso serio e brillante, persona limpida e generosa, lascia un grande rimpianto tra gli amici, i colleghi e gli studenti.

Dal 2000 faceva parte del Gruppo di lavoro dell’ALSP, centro presso cui ha svolto attività di ricerca e didattica. Davide ha contribuito in modo determinante allo sviluppo del nostro Archivio e soprattutto grazie ai suoi studi è stato possibile creare un cospicuo fondo di materiali scolatici (quaderni, sussidiari, libri per l’infanzia) ora a disposizione di studenti, laureandi e ricercatori.

L'Alsp a La storia in piazza

Nell'ambito de la Storia in piazza 2011 l'Alsp ha allestito la mostra Scuole di guerra, rassegna di materiali didattici e di propaganda, in ricordo di Davide Montino.

L’ALSP: cos’è, cosa fa, cosa si propone

L’Archivio Ligure della Scrittura Popolare è un laboratorio di didattica e di ricerca del Dipartimento di storia moderna e contemporanea dell’Università di Genova che ha lo scopo di raccogliere, catalogare e studiare esempi di scrittura privata di gente comune, in particolare epistolari, diari e memorie di emigranti, soldati, prigionieri. In quasi venticinque anni di lavoro l’ALSP ha accumulato un patrimonio ingente, costituito da più di 200 unità archivistiche, tra le quali un fondo di oltre 700 quaderni di scuola, per un totale di oltre 45.000 carte.
L’Archivio si distingue da molte altre istituzioni simili italiane e straniere interessate all’autobiografia, per le sue finalità eminentemente scientifiche. I documenti raccolti vengono utilizzati per affrontare temi come i processi di alfabetizzazione e gli usi della scrittura, l’emigrazione, le due guerre mondiali, il fascismo in una prospettiva “dal basso”.

perché la vita di uomini e donne comuni interessa la storia

In che modo documenti come questi possono esser utili per la ricostruzione storica? In altri termini: che relazione c’è tra le vite singolari di uomini e donne comuni, talvolta di bambini, che non hanno fatto nulla di straordinario e che al massimo hanno subito qualcosa di straordinario, di solito insieme ad altri milioni di uomini donne e bambini come loro, e lo studio degli eventi e dei processi storici?
Nel caso di esperienze collettive come le migrazioni e le guerre, la risposta è abbastanza intuitiva. Non così nel caso di epistolari amorosi. Un epistolario amoroso nel periodo della seconda guerra mondiale può dire molto dell’epoca anche senza parlare degli avvenimenti politici e militari: i sentimenti diventano anzi un rifugio, uno schermo per difendersi dall’aggressione del mondo esterno, e così il parlare, lo scrivere di quei sentimenti. La scrittura in questo caso nasce come consolazione e ci parla degli scenari angosciosi della guerra totale per via indiretta.

dove si trovano i documenti

Grazie all’opera di divulgazione compiuta in ambito universitario e non (tramite lezioni, seminari, giornali, conferenze, mostre) dagli operatori dell’Archivio, accade che i possessori di documenti, rendendosi conto della loro importanza, li segnalino, li consegnino o ne permettano la riproduzione. In genere però non riceviamo i documenti dai loro autori, ma siamo noi che dobbiamo andare a cercarli sottraendoli alla dispersione e alla distruzione. I primi luoghi dove cercare questi documenti sono le case private dove si trovano dei piccoli archivi di famiglia, talvolta dimenticati. Per farlo bisogna avvalersi di “esploratori” e di mediatori: conoscenze personali dei ricercatori, parroci delle comunità rurali, segretari comunali, associazioni di reduci, che possono segnalare persone alle quali è utile rivolgersi.

Un altro luogo dove cerchiamo i documenti sono i negozi di filatelia. I filatelici smembrano interi epistolari in singoli pezzi o in lotti in base al loro valore commerciale, eliminando quelle parti che ne sono del tutto prive. In questo modo un corpus documentario compatto e leggibile perché appartenente alla stessa persona o alla stessa famiglia si frammenta in molti pezzi: come fonte storica è distrutto. Conoscendo filatelici, è possibile ottenere la segnalazione preventiva degli epistolari disponibili e la loro riproduzione prima dello smembramento o la donazione di quelli privi di valore commerciale. Nel caso gli epistolari si possono acquistare. Frammenti di corrispondenza (soprattutto cartoline illustrate, genere che ha un largo mercato), purtroppo spesso accorpati casualmente, si trovano anche sulle bancarelle dei rigattieri.

Simile al caso dei filatelici è quello degli antiquari. Ci sono antiquari che in seguito alla scomparsa di qualche vecchio proprietario acquistano in blocco il contenuto di case comprendente mobili, oggetti, carte. Solo una parte di questo materiale viene poi venduto. A noi è capitato di conoscere un antiquario che risiede in una località della montagna ligure, dove un tempo erano molto diffusi i mestieri girovaghi come il commercio ambulante e la conduzione di animali ammaestrati o di piccoli circhi in tutta Europa. Nei suoi depositi ha accumulato un immenso materiale di scrittura, specialmente di natura epistolare, che aveva a che fare con queste attività girovaghe, e che ci ha permesso di riprodurre integralmente.

Talvolta il materiale non è nascosto nelle case o nelle botteghe degli antiquari ma esposto nelle strade o nelle piazze. In una piazza di Genova, nel luogo dove un ragazzo di nome Carlo Giuliani fu ucciso nel corso delle manifestazioni del 2001 contro il G8, è sorto una specie di altare laico costituito da una cancellata dove persone di ogni età e condizione hanno continuato per molti anni ad affiggere messaggi di protesta, ricordo, affetto, solidarietà, rimpianto, in forma di fogli sparsi, interi diari personali, collage, oggetti simbolici, ritagli di giornale commentati. Anche questa è un’autobiografia: autobiografia collettiva dove la gente parla di sé, dei propri sentimenti verso il ragazzo scomparso, della propria ribellione contro le ingiustizie e le violenze. Questi documenti sono esposti alla consunzione a causa delle intemperie o alla distruzione dovuta a gesti vandalici: per questo noi li abbiamo fotografati a uno a uno, ordinati e classificati e ora anch’essi sono entrati a far parte del nostro Archivio.

La ricerca può condurre infine nei posti più impensati, addirittura nei depositi di rifiuti, dove una volta è capitato di ritrovare una grande quantità di lettere, atti notarili e ricevute: in quelle carte c’era la storia di una famiglia coinvolta dall’emigrazione nell’America del Nord e del Sud lungo l’arco di cinque generazioni tra Ottocento e Novecento. Abbiamo recuperato i documenti e ricostruito quella storia. Perché le lettere e i documenti venivano gettati via? L’occasione era un riordino della casa, ma il motivo era che col tempo si erano affievoliti i legami sentimentali tra i parenti rimasti e quelli partiti e da poco erano state risolte anche le controversie ereditarie. Oggetto della nostra riflessione sono anche i meccanismi che regolano la conservazione o determinano la distruzione delle carte autografe private di natura personale e familiare: meccanismi sui quali possono influire abitudini e tradizioni, eventi collettivi, trasformazioni sociali.

Nel mese di luglio 2010 l'ALSP ha ottenuto dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali - Direzione Generale per i Beni Culturali della Liguria il riconoscimento di interesse storico particolarmente importante ai sensi del Decreto Legislativo 42/2004 (Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio).

Via Balbi 6 - 16126 Genova (Italia)
Tel: 010 209 9837 - Fax: 010 209 9826 - E-mail: alsp@lettere.unige.it
webmaster olivina ghiorzo